WEBGIS

Sono detti WebGIS i sistemi informativi geografici (GIS) pubblicati su web. Un WebGIS è quindi l’estensione al web degli applicativi nati e sviluppati per gestire la cartografia numerica. Un progetto WebGIS si distingue da un progetto GIS per le specifiche finalità di comunicazione e di condivisione delle informazioni con altri utenti.
Le informazioni, che siano esse territoriali, geografiche o socio-economiche, hanno avuto in passato come principale supporto quello cartaceo: la mole dei dati e l’impossibilità di una loro sovrapposizione a fine di analisi, ha reso questo supporto obsoleto per una serie di operazioni come il monitoraggio o l’amministrazione territoriale.
I sistemi informativi nascono dall’esigenza di dover raccogliere, elaborare, gestire, mettere a disposizione dei responsabili decisori una ingente quantità di dati ed informazioni relativi al territorio.
L’impossibilità pratica di rappresentare tutto il mondo portano alla costituzione di un modello concettuale della realtà che simula, in modo sintetico, il mondo reale: proprio su questo modello, basato soltanto su informazioni accessibili e rilevanti allo scopo finale, verranno fatte analisi e prese decisioni.

Statistiche

WEBGIS (7)

Mappa termica

WEBGIS (3)

Stampa

WEBGIS (6)

Geocoding

WEBGIS (2)

Piano di volo

WEBGIS (5)

Cartografia tecnica

WEBGIS (1)

Ortofoto

WEBGIS (4)

Archivi monografici

WEBGIS

Cartografia tecnica

La carta tecnica regionale (abbreviato CTR) è un tipo di carta topografica prodotto dalle regioni d’Italia per rappresentare il proprio territorio.

Sono carte tecniche in quanto rappresentano gli elementi senza modificarne dimensioni e posizione, ma mostrandone l’effettiva proiezione. Oggetti come edifici e strade sono rappresentati quindi con la vera forma del loro perimetro visto dall’alto, e non sostituendoli con dei simboli convenzionali. Si tratta infatti di una cartografia con una scala abbastanza grande da apprezzare questi dettagli; le scale standard sono 1:5 000 e 1:10 000, ma si arriva anche a scale maggiori. Ciò le rende carte adatte alle attività di progettazione di opere estese sul territorio e di pianificazione urbanistica, da cui il nome di carte tecniche. Sono adatte anche a fare da base per vari tipi di carte tematiche.

L’inquadramento delle CTR, ovvero il reticolo utilizzato per suddividere il territorio italiano in singole tavole cartografiche, si basa sulla Carta d’Italia ufficiale prodotta dall’Istituto Geografico Militare. In particolare la serie 50 della Carta d’Italia è costituita da 652 fogli in scala 1:50 000, numerati progressivamente a partire da nord e da ovest, che rappresentano ciascuno un rettangolo di 20’×12′ (in primi di longitudine e latitudine). Per determinare i bordi delle singole CTR, i fogli 1:50 000 nazionali vengono suddivisi in 4×4 ottenendo da ciascuno 16 “sezioni” in scala 1:10 000, che costituiscono aree di 5’×3′ allineate con meridiani e paralleli. Le sezioni vengono ulteriormente suddivise in 2×2 ottenendo 4 “elementi” in scala 1:5 000, ovvero aree di 2’30″×1’30”. Il datum e il sistema di coordinate usati per tracciare la CTR non sono necessariamente gli stessi usati dai rettangoli di inquadramento (la serie 50 è in UTM-ED50), ma possono variare da regione a regione, di solito si utilizza la proiezione di Gauss-Boaga. Anche le dimensioni lineari delle tavole variano, a seconda della latitudine: all’altezza di Roma, le sezioni rappresentano circa 6,9×5,5 km e gli elementi circa 3,4×2,8 km.

Per identificare una tavola della CTR si utilizza un nome, corrispondente al toponimo della principale località contenuta nella tavola, e un codice numerico di sei cifre. Le prime tre cifre sono il numero identificativo del foglio della Carta d’Italia (da 001 a 652), le successive due identificano la sezione nella griglia 4×4 numerandola progressivamente da ovest e da nord (da 01 a 16), e l’ultima cifra vale 0 se si fa riferimento all’intera sezione o 1-4 se si fa riferimento a uno degli elementi, numerati in senso orario a partire da quello a nordest.

Ortofoto

Una ortofoto o ortofotografia è una fotografia aerea che è stata geometricamente corretta (cioè che ha subito procedimento di ortorettifica) e georeferenziatain modo tale che la scala di rappresentazione della fotografia sia uniforme, cioè la foto può essere considerata equivalente ad una mappa.

Mappa Termica

La termografia è una tecnica di analisi non distruttiva che si basa sull’acquisizione di immagini nell’infrarosso.[1] Esistono due modalità di applicazione della termografia: la termografia per telerilevamento e la termografia a contatto. La termografia per telerilevamento trova impiego principalmente in edilizia, mentre la termografia a contatto si basa sull’utilizzo di rivelatori a cristalli liquidi e trova prevalentemente impiego in campo medicale ed in particolare nella diagnosi del tumore della mammella chiamata termografia mammaria.

Con il termine termografia si intende la visualizzazione bidimensionale della misura di irraggiamento. Attraverso l’utilizzo di una termocamera (strumento per eseguire controlli di tipo termografico) si eseguono controlli non distruttivi e non intrusivi. Le termocamere rilevano le radiazioni nel campo dell’infrarosso dello spettro elettromagnetico e compiono misure correlate con l’emissione di queste radiazioni.

Questo strumento è in grado di rilevare le temperature dei corpi analizzati attraverso la misurazione dell’intensità di radiazione infrarossa emessa dal corpo in esame. Tutti gli oggetti ad una temperatura superiore allo zero assoluto emettono radiazioni nel campo dell’infrarosso.

La termografia permette di visualizzare valori assoluti e variazioni di temperatura degli oggetti, indipendentemente dalla loro illuminazione nel campo del visibile. La quantità di radiazioni emessa aumenta proporzionalmente alla quarta potenza della temperatura assoluta di un oggetto.

La correlazione tra irraggiamento e temperatura è fornita dalla Legge di Stefan-Boltzmann[2]:

q = \varepsilon \sigma T^4
ove σ è la costante di Stefan-Boltzmann e vale 5,6703× 10−8 W·m−2·K−4, ε è l’emissività della superficie emittente (variabile tra i limiti teorici 0 e 1) e T è la sua temperatura assoluta. La termografia permette l’individuazione di anomalie nell’emissione dell’energia e quindi, a parità di emissività, di anomalie termiche.

La termografia riveste un ruolo essenziale nelle indagini non distruttive. La tecnica oggi applicata è certamente superiore a quelle che comunemente sono le aspettative di un’indagine tradizionale. Questo è dovuto sia all’aggiornamento tecnico degli strumenti. Il metodo termografico trova oggi applicazione in numerosi settori: siderurgia, edilizia, veterinaria, industria chimica, beni culturali, aeronautica, automotive, protezione dell’ambiente.

Piano di volo relativi alle riprese aerofotogrammetriche

La ripresa aerofotogrammetrica avviene secondo rotte prestabilite (piano di volo) e in modo da assicurare la copertura completa del territorio. Le foto vengono scattate in successione e ad intervalli regolari (strisciata) in modo da garantire una sovrapposizione di circa il 60% tra fotogrammi adiacenti (ricoprimento longitudinale). La sovrapposizione è necessaria per consentire la visione stereoscopica. Più strisciate contigue, con sovrapposizione compresa in genere tra il 20% e il 40% (ricoprimento laterale) formano un blocco fotogrammetrico.

Archivi monografici

Rappresentazione di una cartografia raster o vettoriale nella quale punti, linee o superfici sono associati a simboli, retini o colori che rappresentano il risultato di un’analisi di qualità (uso del suolo, abusivismo edilizio, zone di piano regolatore, intensità del traffico su una strada, ecc.).

Statistiche

Le tecnologie GIS integrano le più comuni operazioni di analisi sui database, come le query e le analisi statistiche con i benefici derivanti dall’analisi geografica e spaziale dei dati cartografati sulle mappe. Queste capacità distinguono i GIS dagli altri sistemi informativi e ne fanno uno strumento utile in un esteso campo applicativo in ambito pubblico e privato per l’interpretazione degli eventi, la predizione dei risultati e la pianificazione delle strategie future.
I GIS sono lo stato dell’arte nella gestione delle informazioni territoriali, la pianificazione territoriale e l’analisi dei fenomeni ambientali.

Filtri di analisi spaziale e geocoding

Per georeferenziazione si intende l’attribuzione a un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica; tale posizione è espressa in un particolare sistema geodetico di riferimento. La georeferenziazione è usata nei sistemi GIS, tanto da essere applicata sostanzialmente ad ogni elemento presente: pixel componenti un’immagine raster, elementi vettoriali come punti, linee o poligoni e persino annotazioni.

Strumenti di navigazione, visualizzazione e stampa

Tale strumento dispone di tutte le funzioni caratteristiche di un Sistema Informativo Territoriale:

  • navigazione delle mappe
  • svolgimento di ricerche territoriali (tramite indirizzo o riferimenti catastali)
  • analisi territoriali tramite sovrapposizione di livelli tematici
  • uso di strumenti di misura (lunghezza, area, etc.)
  • interrogazione di mappa per consultare banche dati associate
  • analisi spaziali
  • stampe di porzioni di territorio personalizzate dall’utente (titolo, formato, scala, …)